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Mulino Tuzzi e patto di filiera

IL PROGETTO

L’idea di Enrico Tuzzi e altri produttori della zona è di porsi come valida alternativa sia alla grande industria, sia ai produttori di nicchia – che spesso hanno costi proibitivi e falliscono – fornendo un prodotto di qualità ed a costo accessibile.

COME?
Con il patto di filiera.
L’idea funziona se organizzata su base “distrettuale” (cioè territorio piccolo).
I consumatori firmano un patto con i produttori in base al qaule assumono una parte del rischio di impresa.
Comunicano a inizio anno la quantità di farina che acquisteranno durante l’anno e versano il 10% (o il 100% in caso di modiche quantità) del prezzo complessivo.
In questo modo il produttore copre le spese iniziali e sa quanto dovrà seminare.

Il prodotto viene poi consegnato a tornate durante l’anno.

Il grano prodotto è per ora di due varietà (integrale e semiintegrale), con metodi tradizionali, senza certificazione bio perchè costa ed aumenterebbe i costi per tutti. Loro in ogni caso non ne hanno bisogno perchè ci mettono la faccia!

SOSTENIBILITA’ DEL SISTEMA:
finchè avrà, come detto, base distrettuale.
Quando comincerà ad allargarsi troppo (tanto che verrà meno il rapporto personale tra produttori e fornitori) bisognerà chiudere e …… che qualcuno si costruisca un altro mulino! 😉

COSA C’ENTRA IL PANE IN TUTTO QUESTO?
Il panificio iordan produce pane con le farine di Tuzzi ma attualmente il prodotto non fa parte del “patto”.
Questo significa che acquistando farine potremo includere anche il pane senza limiti di sorta, nè anticipi di prezzo, come un normale acquisto GAS.

NOTA DI COLORE:
Conosco gli Iordan più o meno da quando i 2/3 di loro – i fratelli Matteo e Marianna – gattonavano.
Ero compagna di banco di Francesca, la maggiore.
Tornavamo a casa alle 3 del mattino in tempo per prenderci una pedata nel di dietro da suo padre che a quell’ora si alzava per andare ad aprire il forno.
Li ho sentiti inveire contro quel panificio che esauriva il loro padre (e quando c’era anche il nonno) e vergognarsi un po’ forse di origini così umili.
Si sono laureati in tutto altro, convinti che nessuno avrebbe rilevato il panificio.
E poi un giorno hanno avuto l’intelligenza di capire che grazie a quel forno oggi non si parla più di fare solo pane ma, in fondo, di cambiare il mondo.

E scusate se è poco! 😉

Se non entriamo nel patto siamo dei pellegrini!!! 😁

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